Che cos’è l’educazione previdenziale?
Con educazione previdenziale si intende tutta una serie di conoscenze relative al funzionamento del sistema pensionistico obbligatorio e complementare, che sono necessarie per poter realizzare una strategia di risparmio di lungo periodo.
L’educazione previdenziale non può più aspettare! Per poter pianificare con serenità il proprio futuro previdenziale, è necessario conoscere le regole per il pensionamento e i metodi per calcolare l’importo della pensione.
Pensare alla pensione quando si è giovani e concentrati sul presente può sembrare prematuro. È invece proprio durante i primi anni dell’attività lavorativa che bisogna iniziare a pianificare il proprio futuro, sfruttando il tempo che si ha a disposizione.
Perché l’educazione previdenziale è sempre più necessaria?
La popolazione nel nostro Paese sta invecchiando e ci sono sempre meno lavoratori attivi a sostenere le pensioni di chi si ritira. Per garantire la solidità del sistema pubblico e assicurare un futuro stabile, può essere utile considerare misure di supporto adeguate.
A partire dagli ultimi anni del secolo scorso, il sistema pensionistico pubblico è stato interessato da una serie di riforme, che hanno portato sia ad un graduale aumento dell’età per poter accedere alla pensione sia ad una riduzione dell’assegno pensionistico. È necessario essere consapevoli che l’importo della pensione di domani non sarà sufficiente a garantire lo stesso tenore di vita che si aveva durante l’età attiva. Questo divario interesserà in particolare i giovani lavoratori di oggi.
In passato il sistema pensionistico garantiva un assegno mensile molto vicino all’ultimo stipendio ricevuto. La pensione veniva calcolata con il sistema retributivo, che conteggiava l’importo dell’assegno pensionistico in base alla retribuzione degli ultimi anni prima del pensionamento. Le pensioni dei lavoratori di oggi sono invece interamente calcolate con il sistema contributivo, che si basa sui contributi versati nell’arco di tutta la vita lavorativa. Bisogna tenere bene a mente che ogni buco contributivo causato da lavori precari, stage o periodi di disoccupazione si tradurrà inevitabilmente in una pensione più bassa.
Approfondimento:
Applicazione sistema retributivo e contributivo
- Chi al 31/12/1995 ha maturato più 18 anni di contributi:
retributivo dalla data di avvio dell’attività lavorativa fino al 31/12/2011.
contributivo dal 01/01/2012 in poi
- Chi al 31/12/1995 ha maturato meno di 18 anni di contributi:
retributivo dall’inizio dell’attività lavorativa fino al 31/12/1995
contributivo dal 01/01/1996 in poi
- Chi ha iniziato a lavorare dal 01/01/1996
sistema contributivo pieno
Perché iniziare a pensare alla pensione da giovani?
La pensione pubblica che i giovani di oggi riceveranno sarà molto più bassa rispetto all’ultimo stipendio. Per questo motivo, emerge forte la necessità di ricorrere a strumenti di welfare integrativo che integrino la pensione pubblica. Gli strumenti che consentono di colmare questo divario (il cosiddetto gap previdenziale) sono i fondi pensione. Aderendo ad un fondo pensione è infatti possibile costruire la propria pensione complementare e innalzare di alcuni punti percentuali il valore del proprio tasso di sostituzione atteso.
Quando si pianifica il proprio futuro previdenziale, il fattore tempo è cruciale. Prima ci si attiva e maggiori saranno le possibilità di costruire un futuro sereno. I versamenti previdenziali effettuati ad un fondo pensione permettono di ridurre il rischio di povertà in età avanzata.
Consigli e strumenti utili
Quando si parla di previdenza integrativa il tempo fa la differenza. Aderire presto ad un fondo pensione permette di avere più anni a disposizione per generare rendimenti, costruendo una rendita integrativa che affiancherà l’assegno pensionistico pubblico.
Un altro motivo per non rimandare a domani la decisione di aderire ad un fondo pensione riguarda i vantaggi fiscali. Rimanere nel sistema della previdenza complementare per molti anni permette di maturare un’anzianità contributiva, utile a ridurre progressivamente l’aliquota con cui vengono tassate alcune prestazioni. In caso di richiesta di anticipazioni per spese sanitarie o per disoccupazione, ad esempio, l’aliquota del 15%, dal 16° anno di iscrizione, inizierà a ridursi di 0,3% fino ad arrivare all’aliquota minima del 9%.
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