Biodiversità a rischio: perché preservare il mondo naturale riguarda anche il futuro assicurativo
Sostenibilità

Biodiversità a rischio: perché preservare il mondo naturale riguarda anche il futuro assicurativo

L’AXA Research Fund ha pubblicato il rapporto “Biodiversità a rischio: preservare il mondo naturale per il nostro futuro”, un documento che riunisce interviste, articoli e contributi di ricerca dedicati al ruolo della biodiversità e ai suoi legami con cambiamento climatico, economia e sicurezza. 

La pubblicazione si basa sulle competenze di scienziati ed esperti sostenuti dall’AXA Research Fund e mette in evidenza perché la biodiversità a rischio sia una questione centrale per la resilienza delle società. Inoltre, il rapporto illustra gli impegni di AXA per contribuire alla mitigazione della perdita di biodiversità e allo sviluppo di strategie capaci di rafforzare la capacità di risposta ai rischi futuri. 

In sintesi, il documento mostra come la tutela del mondo naturale non sia un tema separato dalla vita economica e sociale, perché gli ecosistemi sostengono servizi fondamentali, influenzano la sicurezza alimentare, incidono sulla stabilità climatica e hanno implicazioni anche per il settore assicurativo. 

Biodiversità a rischio: che cosa indica il rapporto dell’AXA Research Fund 

La biodiversità può essere intesa come l’insieme delle relazioni tra specie animali, vegetali ed ecosistemi. Questa rete naturale consente la produzione di ossigeno, contribuisce alla regolazione dell’acqua, sostiene la stabilità del suolo e offre protezione da fenomeni come le inondazioni. 

Il rapporto dell’AXA Research Fund evidenzia che questa rete è oggi sottoposta a forti pressioni. La biodiversità a rischio viene infatti descritta come una sfida globale, perché la perdita di specie e il deterioramento degli ecosistemi possono generare effetti ambientali, sociali, economici e geopolitici. 

Difatti, un milione di specie animali, vegetali e di insetti è a rischio di estinzione. Questo dato segnala l’urgenza di affrontare la perdita di biodiversità in modo coordinato, però evidenzia anche la necessità di collegare il tema alle altre grandi trasformazioni in corso, a partire dal cambiamento climatico. 

Il cambiamento climatico è indicato come uno dei principali fattori della perdita di biodiversità, a cui si aggiungono anche altre pressioni come la distruzione degli habitat, le specie invasive, l’inquinamento e lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. 

Perché la biodiversità è a rischio: gli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi 

L’aumento delle temperature sta modificando gli ecosistemi con una rapidità che rappresenta una sfida per molte specie. Sebbene piante e animali abbiano già affrontato in passato periodi di riscaldamento, l’attuale aumento di temperatura, pari a +1°C rispetto all’era preindustriale, si concentra in un arco temporale molto breve. 

A causa di questa accelerazione, la capacità di adattamento delle specie vegetali e animali viene messa sotto pressione. Per tale motivo, la biodiversità a rischio è strettamente collegata alla resilienza degli ecosistemi, perché il cambiamento climatico altera equilibri naturali che sono ancora oggetto di studio e comprensione. 

Foreste, suoli e oceani svolgono un ruolo rilevante come serbatoi di carbonio. Questi ecosistemi contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici, perché trattengono carbonio e aiutano a limitare gli effetti del riscaldamento globale. 

Le foreste tropicali assumono un’importanza particolare, perché sono aree fondamentali per la biodiversità. Pertanto, il fenomeno della deforestazione indebolisce sia la stabilità climatica sia la sopravvivenza delle specie. 

Foreste, suoli e oceani nella mitigazione del cambiamento climatico 

Quando gli alberi vengono bruciati, il carbonio immagazzinato viene rilasciato e contribuisce al riscaldamento globale. Inoltre, la distruzione delle foreste comporta la perdita di habitat e la frammentazione dei collegamenti tra ecosistemi. 

Le iniziative menzionate nel rapporto e pensate per contrastare tali effetti, riuniscono imprese, governi, comunità locali e ONG. Nello specifico tra tali iniziative, rientrano:riforestazione; 

  • innalzamento della falda acquifera nelle torbiere; 
  • transizione verso un’agricoltura a bassa intensità; 
  • La protezione della biodiversità e la mitigazione climatica devono essere considerate come obiettivi interdipendenti. 

Come la perdita di biodiversità incide sulla sicurezza 

La pressione sugli ecosistemi aumenta a seguito della domanda crescente di energia e materie prime. Il Rapporto collega questa dinamica anche alla crescita della popolazione mondiale, che potrebbe raggiungere i dieci miliardi di persone entro la metà del secolo. 

L’esaurimento delle risorse naturali incide sulla salute e sulla sicurezza alimentare. Si stima che il 20-30% delle terre emerse sia degradato, soprattutto a causa della produzione agricola, dell’allevamento e di altre pratiche agricole. Inoltre, nel 2015 oltre il 33% degli stock ittici mondiali risultava sfruttato a livelli insostenibili. 

Questi elementi rendono più complesso il raggiungimento di un altro obiettivo indicato nel Rapporto: aumentare la produzione alimentare globale del 50% entro il 2050 rispetto al 2005, perché sarà necessario rispondere ai bisogni di una popolazione in crescita. 

La biodiversità a rischio ha quindi un impatto anche sulla sicurezza, perché la scarsità di risorse può alimentare tensioni sociali, migrazioni e conflitti. Il rapporto segnala infatti che le migrazioni sono aumentate di quasi il 50% negli ultimi due decenni e che il 40% dei conflitti interni agli Stati negli ultimi 60 anni può essere ricondotto direttamente alle risorse naturali. 

Quali pratiche agricole possono ridurre la pressione sugli ecosistemi 

Il rapporto individua alcune possibili soluzioni per sostenere la sicurezza alimentare e ridurre l’impatto sugli ecosistemi. In particolare, viene indicata la necessità di superare pratiche agricole intensive, perché queste contribuiscono alla degradazione delle terre e alla pressione sulle risorse naturali. 

Tra gli interventi citati figurano: 

  • riduzione dell’uso di pesticidi; 
  • revisione delle modalità di applicazione dei fertilizzanti; 
  • reintroduzione della flora nelle aree rurali; 
  • sviluppo di specie vegetali “verdi”. 

Queste azioni possono contribuire a limitare la perdita di biodiversità, però richiedono una trasformazione delle pratiche produttive. In sintesi, la sicurezza alimentare non può essere separata dalla tutela degli ecosistemi da cui dipende. 

Perché la biodiversità ha un valore economico 

La biodiversità rappresenta una forma di capitale naturale che sostiene la crescita economica. Tuttavia, il rapporto evidenzia che le conseguenze ambientali negative dell’attività economica stanno mettendo in discussione la sostenibilità del modello attuale. 

Attribuire un valore economico alla biodiversità può aiutare i decisori politici a comprendere meglio l’importanza della sua protezione. Questo processo presenta alcune incertezze metodologiche, soprattutto quando si considerano benefici culturali e spirituali. Però le stime riportate mostrano la portata del contributo degli ecosistemi: i benefici generati dagli ecosistemi mondiali sono valutati tra 125 e 140 trilioni di dollari all’anno, oltre una volta e mezza il PIL globale. 

La perdita di biodiversità può comportare costi elevati per l’economia. A causa della perdita di habitat, dell’inquinamento, dell’aumento di parassiti e delle specie invasive, possono essere colpiti diversi settori: 

  • agricoltura; 
  • pesca; 
  • silvicoltura; 
  • sviluppo immobiliare; 
  • turismo; 
  • sanità pubblica. 

Le popolazioni a basso reddito risultano particolarmente esposte, perché dipendono maggiormente dalle risorse naturali per il proprio sostentamento e reddito. La biodiversità a rischio può accentuare vulnerabilità economiche e sociali già esistenti. 

Rischi naturali  

La biodiversità contribuisce infatti a regolare l’acqua, trattenere il suolo e proteggere dalle inondazioni: quando questi servizi naturali si indeboliscono, cresce la vulnerabilità agli eventi estremi. 

Negli ultimi anni, la maggiore intensità di tempeste, uragani, alluvioni e incendi boschivi, insieme all’urbanizzazione, ha provocato danni più elevati e più richieste di risarcimento. Inoltre, la perdita di biodiversità può incidere sulla salute e sulle catene di approvvigionamento di settori come alimentare, agricolo, retail e farmaceutico. 

Imprese 

La biodiversità a rischio incide inoltre sulle imprese. Le aziende che operano nei settori alimentare, agricolo, della vendita al dettaglio e farmaceutico possono dipendere da catene di approvvigionamento complesse e da risorse naturali sempre più esposte a pressione. Se queste risorse diventano più scarse o instabili, anche la continuità operativa delle imprese può risentirne. 

In sintesi, per le assicurazioni la tutela della biodiversità è collegata alla prevenzione e alla gestione dei rischi: proteggere gli ecosistemi significa anche rafforzare la resilienza di persone, aziende e territori.  

Per questo la tutela degli ecosistemi non riguarda solo l’ambiente, ma anche la capacità del settore assicurativo di valutare, prevenire e gestire meglio i rischi legati a clima, salute, imprese e territori. 

Strategia di AXA 

In questo contesto, il Rapporto presenta la strategia di AXA su più fronti: assicurazioni, investimenti, ricerca e responsabilità aziendale. 

Assicurazioni 

AXA collabora con i clienti sui rischi ambientali attraverso coperture per la responsabilità delle aziende, soluzioni parametriche per gli impatti fisici dei cambiamenti climatici e consulenza sulla mitigazione dei rischi. 

Il Gruppo sta inoltre lavorando allo sviluppo di nuovi prodotti innovativi, tra cui crediti di carbonio blu e assicurazioni per ecosistemi naturali come barriere coralline e mangrovie. 

Investimenti 

La biodiversità sarà sempre più integrata nell’approccio di AXA agli investimenti responsabili. Questo avverrà sia attraverso le aziende in cui il Gruppo investe sia tramite il lancio di un fondo di impatto da 200 milioni di euro per il clima e la biodiversità. 

Il fondo è destinato a progetti che proteggano gli habitat naturali e apportino benefici economici e sociali alle comunità locali. 

Ricerca 

AXA sostiene la ricerca scientifica attraverso il proprio Fondo per la Ricerca. Il rapporto indica oltre 60 progetti relativi alla biodiversità supportati da AXA, per un totale di 10 milioni di euro. 

Domande frequenti sulla biodiversità a rischio 

Perché il cambiamento climatico contribuisce alla perdita di biodiversità? 

Il cambiamento climatico danneggia gli ecosistemi e mette sotto pressione la capacità di adattamento di specie vegetali e animali. L’aumento di +1°C rispetto all’era preindustriale è avvenuto in un periodo molto breve, rendendo più difficile la resilienza delle specie. 

Qual è il legame tra biodiversità, sicurezza alimentare e risorse naturali? 

La perdita di biodiversità è collegata alla pressione sulle risorse naturali. Terre degradate, stock ittici sfruttati in modo insostenibile e aumento della domanda alimentare possono incidere sulla sicurezza alimentare, soprattutto in un contesto di crescita della popolazione mondiale. 

Perché la biodiversità a rischio ha un impatto economico? 

La biodiversità fornisce capitale naturale e sostiene diversi settori economici. La sua perdita può generare costi per agricoltura, pesca, silvicoltura, sviluppo immobiliare, turismo e sanità pubblica, a causa di perdita di habitat, inquinamento, parassiti e specie invasive. 

In che modo la biodiversità a rischio riguarda il settore assicurativo? 

Riguarda il settore assicurativo perché il declino degli ecosistemi può aumentare danni e richieste di risarcimento legati a tempeste, uragani, alluvioni e incendi boschivi. Inoltre, può incidere sulla salute e sulle catene di approvvigionamento delle aziende assicurate o oggetto di investimento. 

Biodiversity at risk: Preserving the natural world for our future

Il Gruppo AXA Italia non risponde dei contenuti degli articoli pubblicati

Fonti

Biodiversity at Risk : Preserving the Natural World for our Future

Scritto da:News_room

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