Il sistema della previdenza complementare sta attraversando una fase di profonda evoluzione strutturale. In un contesto macroeconomico globale caratterizzato da crescenti rischi legati al cambiamento climatico, alla transizione tecnologica e ai mutamenti demografici, l’integrazione degli aspetti ambientali, sociali e di governance (Esg) nella gestione degli investimenti diventa un fattore strategico per la stabilità dei rendimenti e il controllo dei rischi.
Investimenti responsabili nella previdenza
L’investimento sostenibile e responsabile rappresenta una scelta strategica di medio-lungo periodo che integra l’analisi finanziaria tradizionale con la valutazione dei fattori ambientali, sociali e di buon governo societario. Per gli investitori previdenziali, questa visione si sposa perfettamente con la propria missione istituzionale. L’integrazione dei criteri Esg permette di mitigare in modo più efficace i rischi finanziari e di generare valore duraturo per gli iscritti, contribuendo al contempo allo sviluppo di un’economia più sostenibile e attenta ai bisogni delle generazioni presenti e future.
Le opzioni per costruire un portafoglio previdenziale orientato alla sostenibilità sono molteplici e non si escludono a vicenda. Tra gli approcci più diffusi figurano le esclusioni di determinati settori controversi (come armi o combustibili fossili) e l’approccio best in class, che privilegia le aziende più virtuose all’interno di un settore. Trovano inoltre spazio l’allineamento a convenzioni internazionali (come il Global Compact, le Linee Guida dell’OCSE sulle multinazionali, le Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro,…), gli investimenti tematici focalizzati su grandi trend globali (es. energie rinnovabili, efficienza energetica, salute), l’impact investing volto a generare un impatto positivo misurabile, fino alle attività di engagement e di esercizio dei diritti di voto per influenzare positivamente la condotta e la trasparenza delle imprese in cui si investe.
Il trend degli investimenti sostenibili nei piani previdenziali italiani
Il mercato previdenziale italiano ha assistito negli ultimi anni ad una progressiva integrazione dei criteri Esg nelle politiche di investimento, grazie anche alle previsioni normative volute dalla Commissione Europea.
La ricerca Mefop-FFS-Mondoinstitutional
I dati dell’undicesima edizione della ricerca condotta nel 2025 dal Forum per la Finanza Sostenibile (FFS), in collaborazione con Mefop e MondoInstitutional, confermano l’inarrestabile traiettoria di crescita. L’indagine si è sostanziata nell’invio di un questionario a un campione di 127 piani previdenziali, registrando la partecipazione di 105 rispondenti che gestiscono complessivamente 292,17 miliardi di euro, pari all’89% del patrimonio del campione e a circa l’82% delle masse previdenziali italiane complessive.
I risultati chiave emersi dal rapporto evidenziano che:
- i piani previdenziali che includono i criteri Esg nelle scelte di investimento sono passati da 79 a 95 nell’ultimo anno, raggiungendo il 90% dei rispondenti
- quasi il 70% dei rispondenti estende gli investimenti sostenibili a una quota compresa tra il 75% e il 100% del patrimonio; in particolare, i piani che investono il 100% degli asset secondo criteri Esg sono saliti a 21 (erano 15 nel 2024)
- cresce, da 35 a 49, il numero dei piani previdenziali che adotta gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU (SDGs) nelle politiche di investimento.Tra i più citati figurano l’SDG 13 (Lotta contro il cambiamento climatico), l’SDG 5 (Parità di genere) e l’SDG 3 (Salute e benessere)
- l’attenzione ai temi del cambiamento climatico e ai rischi associati è riflessa anche nell’incremento dei piani che dichiarano di misurare l’impronta di carbonio (66 piani, contro i 43 dell’anno precedente).
Perché la sostenibilità sta influenzando i portafogli previdenziali
La forte accelerazione registrata dall’integrazione dei criteri ESG negli investimenti risponde a molteplici ragione. Da un lato, l’adozione dei fattori di sostenibilità consente di gestire più efficacemente i rischi, soprattutto quelli a lungo termine (come il cambiamento climatico o le criticità di governance societaria); dall’altro, permette di cogliere le opportunità di rendimento offerte dai business sostenibili e dalla transizione ecologica. A fare da volano a questo processo intervengono anche la tutela della reputazione istituzionale e il pieno adeguamento alle severe normative europee in materia di finanza sostenibile. Non va infine trascurato il ruolo attivo degli iscritti, la cui sensibilità verso le tematiche extra-finanziarie ha registrato un incremento significativo.
La richiesta di una maggiore responsabilità negli investimenti previdenziali riflette un mutamento culturale profondo, in cui la tutela del risparmio di lungo termine si salda con la salvaguardia dell’ambiente, l’equità sociale, la tutela dei diritti dei lavoratori e la trasparenza delle scelte di gestione, ponendo le basi per un benessere che sia realmente sostenibile anche per le generazioni future.
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