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Bimbi in auto, scatta l’obbligo dei dispositivi anti-abbandono

Bimbi in auto, scatta l’obbligo dei dispositivi anti-abbandono

La sicurezza in auto di un bambino è l’aspetto più importante da tenere in considerazione ogni qual volta si intraprende un viaggio, lungo o breve che sia. Abbiamo già dedicato un articolo sui seggiolini (link) ma, dal 7 novembre 2019 è stata introdotta una novità: i dispositivi anti abbandono. In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su cosa dice la legge e su cosa bisogna fare per non incorrere in sanzioni.

I numeri

L’amnesia dissociativa, i momenti di forte stress, i tanti impegni, o semplicemente l’incoscienza di alcuni genitori, hanno portato i casi di abbandono di bambini in auto a numeri allarmanti. In Italia nell’ultimo decennio sono morti 9 neonati perché dimenticati in automobile dai genitori. L’abbandono di un bambino in auto è normato dall’articolo 591 del Codice penale. L’articolo stabilisce che il responsabile commette un reato punibile con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se in seguito all’abbandono il piccolo subisce una lesione personale, la reclusione va da uno a sei anni. Nel caso di morte accertata per abbandono di minore, gli anni di reclusione passano da tre a un massimo di otto.

La legge salva bebè

L’Italia è il primo paese al mondo che emana una legge per obbligare gli automobilisti con bambini a bordo, ad installare un dispositivo che rilevi e segnali la presenza in automobile del bambino. Con l’entrata in vigore dell’art. 172 del nuovo Codice della Strada il 7 Novembre 2019 è diventato obbligatorio l’utilizzo di un dispositivo che segnali la presenza in automobile del bambino per tutti i conducenti con passeggeri di età inferiore ai 4 anni.

A chi è rivolta la legge

Non sono solo i genitori che devono essere provvisti di questo dispositivo, ma anche i nonni, gli zii, le babysitter e in generale chiunque, per un periodo di tempo breve o lungo, debba viaggiare con un bambino a bordo della propria automobile.

Le sanzioni

Tutti coloro sprovvisti di un dispositivo incorreranno nelle violazioni previste dall’articolo 172 del Codice della Strada, con sanzione amministrativa da 81 a 326 euro oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente. In caso di violazione reiterata per due volte, è prevista la sospensione della patente per 15 giorni.

Proroga

Nella notte di domenica 1° dicembre, la commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento al dl Fisco che rinvia al 6 marzo 2020 le multe per chi non si adegua alle nuove norme sui seggiolini auto per i bambini e fa salire da uno a 5 milioni gli stanziamenti previsti nel 2020 per le agevolazioni sotto forma di credito di imposta.

I dispositivi anti – abbandono

Chiunque trasporti un bambino in automobile fino all’età di 4 anni, deve avere un dispositivo che ne segnali la presenza sul seggiolino, in una di queste tre modalità:

Integrato nel Veicolo: le automobili possono essere dotate di dispositivi che segnalano la presenza del bambino. Attualmente nessuna casa automobilistica ha un dispositivo del genere.

Integrato nel Seggiolino Auto: si tratta dei cosiddetti “seggiolini auto anti abbandono”. Sono seggiolini che non richiedono accessori, ma sono già dotati di sistemi che rilevano la presenza del bambino sul seggiolino.

Indipendenti: sono i dispositivi anti abbandono più diffusi e nella maggior parte dei casi sono sensori da installare sotto la seduta del seggiolino auto che rilevano la presenza del bambino.

Incentivo governativo

Per agevolare l’acquisto dei dispositivi nel Decreto Fiscale è stato istituito un fondo e il riconoscimento di un contributo economico di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato, pari al costo del dispositivo più economico in commercio. Ad oggi non sono state ancora definite delle linee guida per la richiesta dell’incentivo, che verrà comunque erogato a seguito dell’acquisto e solo se in possesso di determinati requisiti ISEEU. Il ministro ha comunque precisato che sarà fondamentale conservare lo scontrino, fattura o ricevuta di acquisto che ne certifichi il possesso, per poter accedere al rimborso.

Come riconoscere un dispositivo a norma

Non necessitano di omologazione ma devono essere accompagnati da un certificato di conformità rilasciato dal produttore. Devono attivarsi automaticamente a ogni utilizzo senza ulteriori azioni da parte del conducente, devono dare un segnale di conferma di avvenuta attivazione. In caso di abbandono, devono attivarsi con segnali visivi e acustici o visivi e di vibrazione percepibili all’interno e all’esterno del veicolo. Inoltre è possibile che seggiolini e dispositivi anti-abbandono possano essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate.

Come funzionano

Ci sono in commercio molti dispositivi antiabbandono ma, in linea di massima, hanno tutti un funzionamento simile. All’interno del seggiolino vengono istallati appositi sensori di pressione che riescono a rilevare se il seggiolino è occupato oppure no. Questi sensori possono essere collegati tramite bluetooth allo smartphone in modo che, quando si sale in auto, telefono e seggiolino si colleghino automaticamente. In questo modo, se i sensori percepiscono che il bambino è rimasto a bordo del veicolo, scattano due allarmi: il primo parte quando lo smartphone si allontana di qualche metro dall’auto e invia in automatico al telefono una apposita notifica. Il secondo, che parte in caso il primo non sortisca l’effetto desiderato, fa partire una serie di sms ai numeri di emergenza che erano stati preimpostati. In certi casi, grazie al collegamento gps, è anche indicata l’ubicazione della macchina.

Scritto da:Newsroom

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