Che cos’è l’educazione finanziaria
L’educazione finanziaria può essere definita come il processo che permette di acquisire le conoscenze necessarie per prendere decisioni consapevoli e raggiungere così il proprio benessere finanziario.
Bisogna sfatare la convinzione che l’educazione finanziaria sia una materia esclusiva per addetti ai lavori, perché, al contrario, si riferisce ad una serie di competenze che riguardano chiunque voglia costruire il proprio domani con equilibrio e consapevolezza.
Il Comitato Edufin e i diversi progetti per la diffusione di una maggiore educazione finanziaria
Per dare spinta alla diffusione di una maggiore cultura finanziaria, previdenziale e assicurativa in Italia, nasce nel 2017 il Comitato Edufin, il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, composto da rappresentanti delle istituzioni (Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali), delle autorità finanziarie (Banca d’Italia, Consob, Ivass, Covip), del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti e dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo dei consulenti finanziari.
Il Comitato Edufin è fautore di diversi progetti sul territorio nazionale. Tra questi va menzionato il mese dell’educazione finanziaria, iniziativa che prevede lo svolgimento di seminari, webinar, conferenze e altri eventi, rivolti a cittadini e cittadine di tutte le età, promossi da Pubbliche amministrazioni, aziende private che operano nei settori assicurativo, previdenziale, bancario e finanziario, Istituzioni senza scopo di lucro come associazioni di categoria, fondazioni, scuole, Università e ONG.
Il Comitato svolge la sua attività di educazione anche attraverso il portale divulgativo Quello che conta, che raccoglie pubblicazioni e contenuti finalizzati ad accrescere la cultura finanziaria tra le persone.
In Italia, oltre al già citato sito del Comitato Edufin, sono attivi una serie di progetti editoriali promossi da istituzioni ed enti. Tra questi ci sono:
- sonoprevidente.it, portale Mefop, Società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi pensione, che affronta in chiave divulgativa i temi legati al welfare integrativo
- Feduf, sito della Fondazione per l’Educazione finanziaria e del risparmio
- Impara con IVASS, progetto dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni
- Forum ANIA – Consumatori, realizzato dall’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici
- Sito Covip, l’autorità che vigila sui fondi pensione, con una specifica sezione dedicato all’educazione previdenziale
- Investi responsabilmente, il progetto del Forum per la finanza sostenibile dedicato all’educazione finanziaria sostenibile
- “L’economia per tutti”, portale della Banca d’Italia
Perché acquisire un buon livello di cultura finanziaria è fondamentale a tutte le età?
L’educazione finanziaria orienta le scelte lungo tutto l’arco della vita.
Se per i giovani può essere un’opportunità da cogliere per arrivare preparati all’età adulta, per le persone più mature diventa necessaria per gestire il proprio denaro ed evitare il sovraindebitamento. Un buon livello di cultura finanziaria è indispensabile anche per saper leggere e comprendere documenti finanziari come estratti conto, documenti di vendita, prestiti e per compiere scelte quotidiane, come accendere un mutuo, aprire un conto corrente e pianificare il proprio futuro previdenziale. Buone conoscenze finanziarie sono altresì vitali per le persone anziane, che devono saper gestire il proprio denaro per far fronte al rischio longevità.
Avere buone competenze finanziarie vuol dire farsi le giuste domande prima di prendere decisioni che impattano sulla propria vita.
Al contrario, l’analfabetismo finanziario ha un costo pesantissimo: erode i risparmi ed aumenta il rischio di cadere in truffe e raggiri. Vista in quest’ottica, l’educazione finanziaria può essere considerata una moderna forma di emancipazione sociale, un mezzo essenziale per consentire alle persone di garantire la loro indipendenza finanziaria e il loro benessere. I suoi benefici si ripercuotono sulla collettività, andando oltre l’utilità individuale.
Il livello di educazione finanziaria in Italia
Il livello di alfabetizzazione economica e finanziaria, cioè le effettive competenze delle persone, in Italia è ancora basso.
I risultati dell’Indagine della Banca d’Italia del 2023 permettono di capire a che punto siamo. Secondo la ricerca, l’indicatore complessivo di alfabetizzazione finanziaria è pari a 10,7 (su una scala da 0 a 20), leggermente in aumento rispetto al punteggio di 10,2 registrato nel 2020. Questo passo in avanti è legato a un miglioramento nei comportamenti e negli atteggiamenti verso il denaro, ma non ad un incremento delle conoscenze teoriche, che invece sono in lieve calo.
L’indagine evidenzia come l’alfabetizzazione finanziaria aumenti al crescere del titolo di studio e sia inferiore tra i giovani tra 18 e 34 anni, tra gli over 64 anni e tra le donne.
Anche le competenze di finanza digitale non sono alte: quasi il 50% dei partecipanti all’indagine non sa che i propri dati personali diffusi in rete vengono usati a scopo commerciale, il 61% ritiene che i contratti conclusi online non abbiano valore legale, il 58% non presta attenzione alle condizioni contrattuali durante gli acquisti, solo il 32% è consapevole dei rischi di sicurezza delle reti pubbliche wi-fi e solo il 30% modifica regolarmente le password di accesso.
Confermano queste carenze anche i dati del Rapporto Edufin 2023 sull’ Educazione finanziaria. Dal Report emerge infatti che i tre concetti base della finanza, inflazione, tasso di interesse e diversificazione del rischio (le cosiddette Big Three), vengono compresi solo dal 44,5% dei partecipanti alla ricerca. Le lacune sono ancora più marcate quando si parla di previdenza: pochi conoscono il significato di “rischio longevità” o sanno calcolare l’effetto dell’aspettativa di vita sulla propria pensione futura e solo il 17% è iscritto ad un fondo pensione.
Perché partire fin dai giovani?
L’insegnamento dei concetti legati all’economia, alla finanza, al mondo assicurativo e previdenziale deve cominciare fin da giovani. L’inserimento dell’educazione finanziaria nei programmi scolastici è importante per formare cittadine e cittadini in grado di pianificare il proprio futuro. La scuola può aiutare a ridurre le disparità in alfabetizzazione finanziaria (financial literacy) e favorire così un maggior benessere economico in età adulta.
La Legge n. 21 del 5 marzo 2024 (Legge Capitali) ha introdotto l’educazione finanziaria e assicurativa come materia obbligatoria all’interno dei programmi di educazione civica nelle scuole. Lo scopo è la trasmissione di strumenti in grado di incidere sull’autonomia personale e sulla capacità di pianificazione del futuro dei ragazzi. L’introduzione di questa materia nei programmi didattici risponde ad un’esigenza concreta: il citato Rapporto Edufin 2023 aveva già evidenziato come oltre il 90% degli italiani fosse favorevole all’inserimento di questa materia nei programmi scolastici.
Qual è il livello di alfabetizzazione finanziaria dei ragazzi italiani?
L’ultima rilevazione OCSE – PISA 2022 sulla alfabetizzazione finanziaria ha misurato la capacità degli studenti quindicenni di applicare le conoscenze finanziarie. Pisa 2022 è il quarto ciclo di indagine sulla financial literacy a cui hanno partecipato 20 paesi, con un coinvolgimento di circa 10 milioni di studenti. Le precedenti edizioni si sono svolte nel 2012, 2015 e 2018. Italia, Polonia, Spagna e Stati Uniti hanno partecipato a tutte e quattro le indagini.
L’Italia ha ottenuto un punteggio di 484 punti, collocandosi al di sotto della media OCSE (498 punti). Gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio simile agli studenti norvegesi e spagnoli, ma più basso di quelli di Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Austria, Polonia, Portogallo e Ungheria.
Secondo la rilevazione, il 18% degli studenti non raggiunge il livello minimo di competenza. Nelle aree del Nord la percentuale di studenti sotto il livello è circa l’11%, nel Sud il 30%. Rispetto a PISA 2012 c’è stato un miglioramento significativo di 17 punti, ma il punteggio medio degli studenti italiani non è risultato significativamente diverso da quello delle due rilevazioni precedenti.
Uno degli aspetti più critici che emerge dai report è il gender gap. Il divario di competenze finanziarie tra ragazzi e ragazze in Italia è di 20 punti (livello medio OCSE è 5 punti). Questa carenza si traduce in età adulta in una minore emancipazione e in una maggiore esposizione a gravi rischi sociali.
Per quanto riguarda gli interessi degli studenti, il Secondo Rapporto sull’educazione finanziaria nelle scuole, realizzato dal Comitato Edufin e presentato a marzo 2026, evidenzia un’attenzione per temi come i pagamenti elettronici, la gestione della “paghetta” digitale e la protezione dalle truffe finanziarie online. Argomenti importanti per il futuro, come la previdenza e le assicurazioni, restano meno esplorati perché percepiti come distanti dalle necessità immediate dei ragazzi.
Per concludere
L’educazione finanziaria non è solo qualcosa di teorico, ma si traduce in azioni pratiche quotidiane e di lungo periodo. Necessaria per i giovani, è fondamentale per le persone di ogni età. Prevede l’acquisizione di competenze necessarie per l’adozione di decisioni finanziarie sane, tra cui il saper tracciare e programmare efficacemente le entrate e le uscite, saper utilizzare prestiti e mutui e pianificare obiettivi a lungo termine come la pensione.
L’Italia si trova in una fase di crescente attenzione nei confronti dell’educazione finanziaria, percepita come uno strumento indispensabile per affrontare con consapevolezza le scelte quotidiane di risparmio e investimento. I dati ci dicono che il livello di partenza di adulti e ragazzi non è sufficiente, ma la strada verso una maggiore consapevolezza è ormai tracciata.
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