logo_post_protetto
logo_laterale

Test sierologico positivo: 5 cose da fare in questi casi

Test sierologico positivo: 5 cose da fare in questi casi

Per rilevare l’infezione da SARS-CoV-2 (Severe Acute Respiratory Disease Corona Virus type 2), responsabile di Covid-19 (Corona Virus Disease 2019), sono al momento disponibili diversi tipi di test in grado di individuare le molecole indicative della presenza o del passato contatto con il virus. 

Quali sono? 

  • Il tampone molecolare: si tratta di un test capace di evidenziare la presenza di RNA virale da SARS-CoV-2 con una precisione altissima (meno dell’1% di errore). 
  • Il test antigenico (rapido): anch’esso un tampone naso/oro-faringeo e salivare, consente di evidenziare rapidamente la presenza del virus. Questo test non sfrutta, però, il genoma del Covid-19, bensì le sue proteine (antigeni), lette senza la necessità di una indagine laboratoriale. Unico limite: l’affidabilità non totale (intorno al 70%) e, alcune volte, se la carica virale è bassa, possono verificarsi dei falsi negativi. 
  • Il test sierologico: è un esame che si basa sull’analisi del sangue del paziente, grazie alla quale si sottolinea la presenza o meno di anticorpi contro il virus nell’organismo (IgG e IgM).

Test sierologico: cosa sono le IgG e le IgM

Come detto, i test sierologici sono volti a identificare la presenza di anticorpi contro il SARS-CoV-2 nel sangue del paziente. Parliamo degli anticorpi IgG (Immunoglobuline di tipo G) e IgM (Immunoglobuline di tipo M).

Gli anticorpi IgM e IgG rappresentano le principali armi di difesa dell’organismo contro le malattie infettive di ogni tipo. Quando compaiono? Le IgM sono i primi anticorpi a essere prodotti in seguito al contatto con un agente estraneo di natura infettiva; se ne trovano tracce nel sangue già dopo 5-10 giorni e la loro produzione aumenta rapidamente per alcune settimane, per poi calare e interrompersi quando subentrano le IgG, anche se le IgM possono essere rilevate anche a distanza di 3-4 mesi. 

La produzione degli anticorpi IgG aumenta generalmente dopo qualche settimana dall’infezione e diminuisce gradualmente, fino a stabilizzarsi. Le IgG aiutano a sviluppare una risposta immunitaria secondaria, tutelando l’organismo nelle esposizioni successive a uno stesso antigene. 

Si dice, infatti, che rappresentino la “memoria” del sistema immunitario che, in questo modo, si ricorda di microrganismi patogeni con cui è già entrato in contatto ed è pronto a intervenire in caso di una successiva infezione.

Il test sierologico, dunque, evidenzia la presenza di anticorpi contro il Coronavirus e ne indica l’eventuale avvenuta esposizione.

I due tipi di test sierologico: rapido e quantitativo

I test sierologici per il SARS-CoV-2 si effettuano con un prelievo di sangue del paziente e possono essere di due tipi: 

  • rapidi, per i quali è sufficiente anche solo una goccia di sangue; 
  • quantitativi, per i quali invece occorre sottoporre il paziente a un prelievo.

I test sierologici rapidi permettono di scoprire se il soggetto è entrato in contatto con il virus e il suo sistema immunitario ha, pertanto, prodotto anticorpi di risposta. 

I test sierologici quantitativi, invece, consentono un dosaggio specifico, ossia una quantificazione e una classificazione degli anticorpi prodotti (IgG e IgM sopra descritti).

In caso si sia positivi al test sierologico,occorre tenere conto che la positività è tardiva e quindi non è un test indicato per rilevare un’infezione in corso. Non può, pertanto, sostituire il test molecolare (i.e. il tampone per la rilevazione dell’acido nucleico, ossia del genoma RNA del virus) per verificare o meno la positività di un soggetto.

Ripetiamo: questo tipo di test può essere utile in campo epidemiologico per stimare la diffusione dell’infezione all’interno di una comunità, dopo un certo periodo di tempo. 

Test sierologico: come leggere i risultati (IgG e IgM)

Il test sierologico, eseguito per valutare l’eventuale esposizione al SARS-CoV-2, può dare questi risultati: 

  • IgM e IgG negative sono indicative dell’assenza dell’infezione o di un’esposizione al virus avvenuta da poco tempo, motivo per cui non è stata ancora sviluppata una reazione immunitaria anticorpale rilevabile, oppure il livello di anticorpi prodotti è troppo basso per essere detectato dal test; 
  • solo IgM positive sono indicative di un’esposizione all’antigene molto recente;
  • IgM e IgG positive indicano che l’infezione è in corso ed è stata contratta da poco tempo;
  • solo IgG positive indicano che l’infezione c’è stata, ma non è recente. Purtroppo, anche in questo caso, non sempre è possibile stabilire se il soggetto sia protetto da una successiva infezione e per quanto tempo.

In generale, in caso di positività, è preferibile effettuare un tampone naso-faringeo per la ricerca dell’RNA virale, al fine di escludere la contagiosità.

Test sierologico positivo: cosa fare in 5 punti

Sono positivo al test sierologico”: ecco, in 5 punti, alcuni consigli su cosa fare in questi casi: 

  1. Il soggetto dovrà segnalare tempestivamente l’esito positivo del test sierologico al suo medico di medicina generale e all’ASL di riferimento.
  2. Dovrà mettersi in isolamento fiduciario presso il proprio domicilio, attendendo il giorno stabilito dall’ASL per il tampone naso-faringeo. 
  3. Il soggetto dovrà eseguire il tampone naso-faringeo per la ricerca di RNA virale, al fine di escludere la presenza del virus e la relativa contagiosità.
  4. In attesa del risultato del tampone naso-faringeo, il soggetto dovrà attenersi ancora all’isolamento domiciliare fiduciario.
  5. Qualora l’esito della ricerca del genoma virale, tramite il tampone naso-faringeo, risulti negativo e il soggetto sia asintomatico, si potrà terminare l’isolamento fiduciario e tornare alla vita sociale

Qualora, invece, l’esito della ricerca del genoma virale, tramite il tampone naso-faringeo, risulti positivo, il soggetto dovrà segnalarne tempestivamente l’esito al suo medico di medicina generale e all’ASL, e avrà l’obbligo di isolamento domiciliare. Dovrà, quindi, proseguire la quarantena nei tempi e nei modi che gli verranno indicati e, comunque, fino alla negativizzazione.

L’importanza del test sierologico

I test diagnostici volti a identificare il SARS-CoV-2 si stanno rivelando uno strumento importante nella pandemia per tracciare la diffusione della malattia, ma ogni test ha il suo scopo e il suo tempo. 

Per quanto riguarda i test sierologici, è bene considerare che essi sono indicati in caso non si sia entrati a contatto con una persona positiva, ma si voglia testare comunque lo stato del proprio sistema immunitario. Sono, quindi, un valido strumento di studio e di sorveglianza epidemiologica della malattia, ma non sono indicati in caso di sospetta infezione. 

Nel caso di positività, ribadiamo che è bene contattare il proprio medico di base e il numero regionale della ASL, seguendo le indicazioni che verranno date. 

Ottieni una prima diagnosi in pochi minuti: clicca qui.

In collaborazione con pazienti.it

Fonte:

www.ausl.pr.it/covid_19_info_news/test_sierologici/nuovo_176.aspx
https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/coronavirus/test-sierologici-anticorpi-anti-covid19

Il Gruppo AXA Italia non risponde dei contenuti degli articoli pubblicati

Scritto da:Newsroom

La newsroom di AXA Italia è una vera e propria startup interna gestita da collaboratori e da giornalisti professionisti.