Migliorare il proprio benessere: gli italiani sempre più attenti alla salute
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Migliorare il proprio benessere: gli italiani sempre più attenti alla salute

Una popolazione attenta al proprio stato di salute, consapevole delle proprie condizioni e pronta a utilizzare sistemi innovativi capaci di facilitare l’accesso alle cure mediche e sanitarie: è il ritratto degli italiani alle prese con la loro salute, secondo una ricerca presentata da Philips 1.

Il 58% degli intervistati, dunque, ha una percezione positiva del proprio stato di salute e solo il 4% della popolazione afferma di avere un pessimo stato di salute. Con l’avanzamento dell’età però, la percezione peggiora, anche per la maggiore presenza di patologie: l’83% degli over 55 è affetto da una patologia.

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Le patologie più diffuse sono le malattie respiratorie e cardiologiche, seguite dal diabete, che interessa particolarmente gli uomini, mentre depressione e aritmia sono più frequenti fra le donne.

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Il rapporto con le strutture sanitarie

Gli italiani, anche quando godono di buona salute, si recano spesso dal medico o all’ospedale, a volte in cerca semplicemente di rassicurazioni. In media vanno dal medico cinque volte all’anno (e le donne più spesso degli uomini), mentre un italiano su cinque rivela di aver trascorso almeno una notte all’ospedale nei tre mesi precedenti l’indagine, percentuale che scende al 17% tra gli over 55.

Il 44% degli intervistati però dichiarano di non andare dal medico anche quando è necessario, a causa di mancanza di tempo, minimizzazione o rimozione del problema di salute e dei costi elevati delle cure.

L’esperienza con la sanità è giudicata positiva soprattutto da parte dei meno giovani, che sono anche la fascia di popolazione che usufruisce maggiormente dei servizi e che desidera performance ottimali.

Emergono però alcune criticità. Il 78% del campione afferma di dover spesso ripetere le stesse informazioni al personale sanitario e il 61% dichiara di dover ripetere gli stessi esami solo per il fatto di accedere a strutture diverse. La riduzione dei tempi di attesa e un più veloce e corretto processo di diagnosi sono altri aspetti su cui viene richiesto un intervento.

L’evoluzione digitale

L’indagine evidenzia poi un utilizzo di internet molto frequente per la ricerca di informazioni di carattere medico: l’85% degli intervistati cerca le risposte a domande di carattere medico e il 55% legge le recensioni su un medico o un altro professionista sanitario prima di consultarlo.

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È forte inoltre l’interesse per una interazione online con i professionisti: il 52% degli intervistati comunica online con il medico e il 72% preferisce ricevere riscontri online. La percentuale di quanti comunicano on line con il proprio medico tende però a diminuire con l’aumentare dell’età: dal 56% della fascia 18-34 anni si scende al 48% tra gli over 55.

I meno giovani sono tuttavia coloro che hanno più fiducia nel progresso del sistema sanitario. L’86% degli over 55 pensa che un sistema sanitario integrato porterà a una più elevata qualità dell’assistenza sanitaria ricevuta, contro il 76% dei quanti hanno meno di 55 anni.

Il 46% degli intervistati possiede già almeno un dispositivo di monitoraggio della salute. L’elevato tasso di utilizzo (il 92%) mette in luce la volontà di prendersi cura di sé in modo attivo, e questo atteggiamento, affermano i ricercatori, apre le porte alla trasformazione digitale in campo medico, grazie alla tecnologia di “connected care”. Con questo termine (letteralmente traducibile con “cure connesse”) si intende la tecnologia che permette la condivisione delle informazioni tra tutti gli attori coinvolti nel sistema sanitario (medici, infermieri, pazienti, ospedali, specialisti, assicurazioni e Governo). Una tecnologia già disponibile in varie forme, dai software per i Pc che permettono a medici e ospedali di comunicare in modalità protetta agli “smart watch” che rilevano il battito cardiaco di chi li indossa.

La situazione attuale

Se quello delineato dall’indagine presentata da Philips è il prossimo futuro, qual è il presente della sanità in Italia? Secondo i dati Eurostat, il nostro paese spende per la salute il 7,2% del Pil, un dato che lo colloca nella media europea. Maggiore, sempre in rapporto al Pil, la spesa della Danimarca (8,7%), seguita da Finlandia (8,3%) e Francia (8,2%). Sopra l’8% anche Belgio e Olanda (entrambi all’8,1%).

Una ricerca condotta dal Censis-Rbm Assicurazione Saluterivela però che ogni anno circa 11 milioni di italiani preferiscono rinunciare alle prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche, non potendo pagarsele di tasca propria. Chi può, invece, ricorre alle prestazioni sanitarie private: la spesa per la sanità privata è aumentata del 3,2% negli ultimi due anni, arrivando a un totale di 34,5 miliardi di euro tra ticket, esami e prodotti medici.

I motivi del crescente ricorso alla sanità privata sono i tempi d’attesa, troppo lunghi nelle strutture pubbliche e una qualità del servizio percepita come sempre più scadente.

Sempre secondo il Censis, più della metà degli italiani ritiene che chi può permetterselo dovrebbe stipulare una polizza sanitaria o aderire alla sanità integrativa: questo, affermano, consentirebbe di avere benefici anche a livello pubblico, perché molti si rivolgerebbero a strutture private liberando spazio negli ospedali e si immetterebbero fondi e risorse nel Sistema Sanitario Nazionale.

Note:
1) Ricerca online condotta a maggio 2016 tramite metodo CAWI su un campione di 2.209 partecipanti di età compresa tra i 18 e gli 80 anni che hanno consultato un professionista sanitario nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2016.

2) “Dalla fotografia dell’evoluzione della sanità italiana alle soluzioni in campo”, Censis 2016.

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Scritto da: Newsroom a

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