logo_post_protetto
logo_laterale

Caldaia, il cuore della casa che deve essere tenuto sotto controllo

Caldaia, il cuore della casa che deve essere tenuto sotto controllo

La caldaia è il meno valorizzato degli elettrodomestici. In realtà è il cuore della casa, perché riscalda gli ambienti e produce l’acqua calda. Per la sua importanza e per ragioni di sicurezza, la caldaia è uno strumento che necessita di controlli periodici e, saltuariamente, di manutenzione professionale. Questi controlli, fra l’altro, assicurano di ridurre al massimo i pericoli di blocco del riscaldamento e persino di scoppio. Quindi sono della massima importanza e non devono essere sottovalutati.

 

Manutenzione: ogni quanto si deve fare

Prima di tutto bisogna fare attenzione a non confondere la manutenzione periodica e ordinaria con il controllo finalizzato al rilascio del Bollino: la prima permette essenzialmente di prevenire eventuali guasti alla caldaia e verificarne lo stato, la seconda invece è un obbligo di legge.

La periodicità dei controlli varia tra 12 e 48 mesi, a seconda della capacità dell’impianto e del combustibile che utilizza. Seguendo la normativa vigente i controlli vanno effettuati:

  • per le caldaie a gas metano o GPL, ogni quattro anni dopo la prima accensione;
  • per gli impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza tra i 10 e 100 Kw, ogni 2 anni;
  • le caldaie che superano i 100Kw devono essere controllate ogni anno.

 

E se non controllo la caldaia?

Il proprietario, amministratore o inquilino che non provvede a contattare il tecnico può andare incontro ad una multa che va da 500 a 3000 euro, come disposto dall’articolo 15 del D.l .192/2005, ma che può essere adeguato a seconda del regolamento del Comune di pertinenza. I controlli di verifica sono effettuati a campione e commissionati dalla Società di Distribuzione di Energia Elettrica ai Comuni per accertarsi del rispetto delle norma da parte dei proprietari e dei tecnici; una lettera avvisa con circa 20 giorni di anticipo quando sarà svolta la verifica.

 

Quanto costa controllare la caldaia?

I prezzi della manutenzione variano ovviamente in base alla ditta a cui ci rivolgiamo e al tipo di caldaia (murali o a basamento). Mediamente il costo annuale per la revisione di una comune caldaia singola con potenza inferiore ai 35 Kw, si aggira da 70 a 150 €, a seconda che vi sia compresa o meno la pulizia. Inoltre, a seconda della Regione di appartenenza, va effettuato il pagamento del bollino blu. Ma gli adempimenti burocratici non finiscono qui perché bisogna notificare all’ente l’avvenuto pagamento, inviando la ricevuta tramite posta raccomandata o fax.

 

I controlli fai da te

Spesso può accadere che all’improvviso la caldaia smetta di funzionare perché va in blocco e questo diventa un problema, perché si rischia di rimanere senza riscaldamento ed acqua calda. Al fine di limitare eventuali disagi e migliorarne l’efficienza, fra le cause più comuni che determinano il blocco di una caldaia ci sono:

  • Il danneggiamento o l’occlusione della valvola del gas che alimenta la caldaia
  • Chiusura di uno o più termosifoni
  • Pressione generale dell’acqua nell’impianto
  • Problemi legati alla candeletta di rilevazione che genera il blocco della caldaia e la circolazione dell’acqua.

 

Alcuni problemi di blocco possono essere superati con una semplice operazione di risettaggio spengendo il sistema o premendo il pulsante Reset. Se questo non dovesse funzionare, e comunque prima di fare qualunque operazione, è importante verificare quello che potrebbe aver causato il blocco attraverso gli elementi più importanti. Fra questi ci sono:

 

  • L’alimentazione elettrica
  • L’alimentazione del combustibile
  • La disponibilità dell’acqua
  • Il corretto valore della pressione dell’acqua nella caldaia, che deve essere generalmente pari a 1,5 bar.

 

In generale ogni caldaia ha un manometro ben visibile che indica la pressione dell’acqua. Perché tutto funzioni la pressione deve essere tra 1,5 e 2 bar.

La causa più frequente del blocco della caldaia è una pressione insufficiente dell’acqua, dunque è bene considerare che:

 

  • Se la pressione è troppo bassa, di solito basta agire sul rubinetto apposito
  • Se la pressione è troppo alta, è necessario aprire lo sfiatatoio di un calorifero raccogliendo l’acqua con una bacinella

 

Le operazioni sopra descritte possono essere svolte in autonomia, ricordandosi sempre di usare la massima attenzione e rivolgendosi sempre ad un tecnico specializzato nel caso non si sia completamente sicuri del procedimento corretto da seguire.

Scritto da:Newsroom

La newsroom di AXA Italia è una vera e propria startup interna gestita da collaboratori e da giornalisti professionisti.