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Mito da sfatare: il microonde fa male

Mito da sfatare: il microonde fa male

E’ vero che il microonde fa male? E’ vero che il cibo preparato con le onde è pericoloso perché contiene radiazioni? E’ vero che le onde si propagare nell’ambiente? No, niente di tutto questo è vero. In altre parole non c’è nessuna evidenza scientifica che dimostri queste credenze e fake-news.

Partiamo dal funzionamento. Se in un normale forno elettrico (o a gas), il calore si trasmette per irraggiamento o conduzione in una direzione che dagli strati più esterni va a quelli più interni, nel microonde il magnetron, alimentato a corrente continua ad alta tensione, genera un campo elettrico alternato nella frequenza delle microonde, normalmente 2,45 gigahertz, che la guida d’onda invia alla camera di cottura. Si genera così il cosiddetto “riscaldamento dielettrico” che scalda l’acqua, i grassi e i carboidrati: le molecole di cibo infatti hanno una estremità con carica elettrica positiva e una con carica elettrica negativa, per questo sensibili al campo elettrico alternato che, cambiando continuamente il suo verso, induce le molecole a modificare ripetutamente la loro orientazione in base alla frequenza del campo. Questo movimento genera calore attraverso forze di attrito con le molecole vicine e si ottiene così un riscaldamento.

Secondo Altroconsumo, solo esposizioni prolungate a onde elettromagnetiche con frequenze simili a quelle impiegate nei forni a microonde possono avere effetti cancerogeni. Oppure se le intensità sono estremamente elevate. Entrambi i casi non si verificano nell’elettrodomestico: nessuna esposizione per pochi secondi può portare a effetti cancerogeni o mutageni.

L’involucro di metallo e la rete metallica incorporata nello sportello del forno mantiene il più alto numero di radiazioni dentro l’apparecchio. Nel caso rarissimo che qualche radiazione esca sarà della stessa intensità di quella prodotta da un telefono cellulare. In ogni caso nessuna fuoriuscita si è registrata con l’uso di un apparecchio in normali condizioni.

Nessuna differenza è stata riscontrata tra la cottura nel forno a microonde e quella nel forno tradizionale. In entrambi i casi la digeribilità dei cibi è la stessa. Invece, è provato che la cottura nel forno a microonde danneggia in maniera molto minore la stabilità delle vitamine idrosolubili (C e B) e produce meno sostanze indesiderate, come idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e ammine eterocicliche aromatiche tipiche, come quelle che si sviluppano con la cottura della griglia.

In sintesi c’è un solo vero rischio con il forno a microonde: scottarsi le mani. Oggi in prodotti pensati per il microonde sono realizzati in materiali compatibili e refrattari alle alte temperature, ma nelle case degli italiani ci sono molti contenitori che non lo sono e che possono arrivare anche 100 gradi. Al momento dell’estrazione del cibo dal forno occorre quindi fare particolare attenzione e usare sempre i guanti di protezione.

 

Scritto da:Newsroom

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