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“Federer moments” e i segreti della longevità

“Federer moments” e i segreti della longevità

David Forster Wallace, indimenticato scrittore americano, li chiamava “Federer Moments”. Erano gli attimi in cui il tennista svizzero faceva cose impossibili. Non solo agli altri tennisti, ma a qualunque altro umano. Come quella volta, alla finale dello US Open 2005, che Agassi gli risponde con un pallonetto imprendibile. D’improvviso Federer, che sta andando a velocità siderale in una direzione, si blocca in aria, gira il corpo di scatto come nel film Matrix e colpisce la palla di diritto sul suo lato di rovescio, con il peso spostato all’indietro. Senza modificare quella imperscrutabile maschera di tungsteno che alcuni chiamano volto. Un topspin lungolinea, semplicemente impossibile per le leggi della fisica, che ferma il tempo e lascia tutti in silenzio. A partire dallo sguardo perduto di Agassi. Dimostrando la differenza tra un supercampione e il figlio del dio del tennis.

“Re Roger” ci ha abituati a queste imprese al di là dell’umano. Per questo il recente successo agli Australian Open ha meravigliato ma non fino in fondo. Perché non è il risultato di un uomo di 35 anni, alto 1 metro e 85 pesante 85 chili, ma di un mutante travestito da svizzero, che il padre ha mandato ha mandato sulla terra. A fare tante cose, ma soprattutto a mostrare cosa si può fare con dedizione, allenamento e dieta. Sia chiaro: diventare Federer è umanamente impossibile, perché nessuno riesce a smentire le regole della meccanica newtoniana, tranne lui. Però si può non solo imparare a giocare bene a tennis, ma limitare l’invecchiamento  molto più di quello che si pensi, grazie a quello che con un termine ormai involgarito si chiama ideal lifestyle, corretto stile di vita.

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Gli ingredienti sono molto semplici, la ricetta molto meno. Occorre un’attività sportiva regolare, un regime alimentare adeguato e soprattutto un’attitudine psicologica verso la vita. Combinandoli insieme nel modo giusto, che per ognuno è diverso, si rallenta la decadenza perché semplicemente si porta il nostro sistema, quello che chiamiamo “corpo&mente”, dove e come deve arrivare. Come succede nelle blue zones, quelle parti del mondo dove si vive più a lungo ed in buona salute, come la Sardegna, l’isola greca Ikaria, la città californiana Loma Linda e l’arcipelago giapponese Okinawa. Qui si registrano molti centenary in buona salute, che mangiano molto pesce, bevono tè al gelsomino che contrasta i radicali liberi e senza sapere cosa è scelgono carboidrati a basso indice glicemico, come il riso integrale. Mangiando sempre frutta e verdura,, pesce, riso in piccole porzioni. A Okinawa chiamano questo stile di vita ishokudoghen che significa il cibo è una medicina. E usano anche un’altra parola, yuimara, che suona come cura del proprio aspetto spirituale, che permette di sentirsi parte di una comunità.

Stress, inquinamento e sedentarietà

Sono i tre fattori che nel mondo globalizzato rendono la vita standardizzata e poco sana, oltre all’alimentazione squilibrata, la mancanza di riposo adeguato e, spesso, all’eccesso di alcol e farmaci.

Sono questi fattori che danneggiano il nostro organismo facendolo invecchiare prima del tempo, che significa portarci ad un’età biologica più alta di quella che fisiologicamente avremmo se ci prendessimo cura di noi. Al di là di fattori genetici, che valgono pochi punti in percentuale, l’aspetto esteriore è solo la conseguenza più evidente dell’invecchiamento precoce, che incide esponenzialmente nella possibilità di ammalarsi. La salute è quindi il prerequisito indispensabile per la longevità. E il mantenimento della salute migliora non solo la qualità della vita e l’umore, ma anche la bellezza esteriore.

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Radicali liberi e antiossidanti. La dieta equilibrata

I materiali di scarto dovuti alla produzione di energia metabolica, ma anche dall’inquinamento o dall’esposizione prolungata al sole prendono il nome di radicali liberi, che danneggiano le cellule creando relazioni come arterioscelrosi, invecchiamento, indebolimento immunitario. Purtroppo non è possibile eliminarle, perché non possiamo fare a meno dell’energia. Però possiamo diminuirli e contenerli: si sa infatti che i radicali liberi aumentano mangiando sostanze tossiche, fumando, esagerando con lo sport. E soprattutto capendo il ruolo degli antiossidanti, che combattono i radicali liberi aiutando a rallentare l’invecchiamento del nostro organismo. Antiossidanti sono alcune vitamine e minerali, flavonoidi e altri oligoelementi. Li troviamo nella frutta, la verdura, i legume ma anche nel latte, il fegato, il pesce, le uova. Il modo migliore per assumerli è quindi seguire una dieta equilibrata.

 

Mangiare meno e “mimare” il digiuno

Gli ultimi studi concordano nel dimostrare che una dieta ipocalorica, che reduce a metà le calorie ogni giorno, aumenta del 30 per cento la vita e la sua qualità. Quando l’organismo si confronta con poco cibo attinge energie dalle parti più vecchie dei tessuti, che si riformano quando si introduce nuovo cibo. L’ideale sarebbe una dieta ipocalorica di 1.800 calorie al giorno, che dopo un tempo ragionevole ringiovanisce il sistema cardiovascolare di oltre dieci anni. Purtroppo non è semplice farla e soprattutto mantenere un regime di 1800 calorie quotidiane, perché il nostro organismo e la nostra psiche sono compressi da stimoli complicati da gestire. Un buon compromesso si rivela il digiuno che funziona un po’ come lo stress, che a piccole dosi fa bene. Un giorno di digiuno settimanale, integrato con acqua e infusi, ricostruisce gli equilibri sanguigni e potenzia le difese immunitarie. In alternative sarebbe bene divider la settimana con un giorno a 1000/1100 calorie i gli altri della settimana a 800.

 

Muoversi poco, ma sempre

Lo sport è un toccasana, a qualunque età e soprattutto in maniera non agonistica. Rinforza i muscoli e l’apparato scheletrico;  previene l’osteoporosi; mantiene elastiche le articolazioni; brucia i grassi nocivi (colesterolo e trigliceridi) e fa aumentare quelli buoni (il colesterolo HDL); aumenta la fluidità del sangue e lo fa circolare meglio; abbassa la pressione del sangue e riduce rischi di infarto, ictus, arteriosclerosi; attiva la digestione ed aumenta la motilità dell’intestino; aiuta a dormire meglio; stimola anche le funzioni cerebrali; migliora il tono dell’umore, combatte la depressione; migliora la funzione respiratoria e cardiocircolatoria. Uno degli sport migliori è camminare per almeno venti minuti ogni giorno. Tre ore e mezza di passeggiata a settimana

Al contrario di quello che si pensa, inoltre, il movimento e lo sport sono fondamentali da 40 anni in su, quando si costruiscono le basi per un invecchiamento sereno. Pensare che non si è più in tempo è l’errore più grande perché gli effetti e i benefici si vedono subito. Basta poco, mezz’ora di passeggiata, corsa leggera, bici o due o alcune vasche in piscine per ottenere benefici muscolari e psichici. Perché stare in forma significa anche far stare  in forma il cervello e il sistema neurovegetativo.

 

shutterstock_552777448Dormire bene e amare

E’ dimostrato che di notte che il corpo con il sonno si rigenera e provvede a rinnovare le cellule e a depurarsi. Al contrario, un sonno poco profondo e disturbato alza i livelli di TNF (Tumor necrosis factor), favorendo diabete e obesità. Durante il sonno si produce melatonina, una molecola naturale secreta dalla ghiandola pineale e che sembra in grado di rallentare l’invecchiamento. Per riuscirci però occorre l’amore, per gli altri, gli animali, le cause e in fondo la vita stessa, che è sempre diversa da quello che sembra e riserva continue sorprese.

 

Chi vive a lungo e bene riesce (meglio) a chi vuole farlo. Come i bambini

Forse il segreto della longevità non è vivere a lungo, ma al meglio. Per questo tenersi in forma e stare bene, ridere e amare, viaggiare  e mangiare bene sono fondamentali, ben più importanti di diventare un supereroe come Roger Federer o immortali, come nei miti religiosi. Il vero tema della longevità ruota tutto intorno alla parola qualità della vita, lifestyle, che dicevamo all’inizio. Qualità che sarebbe migliore senza sforzo vivendo all’aria aperta, in campagna o sul mare, dove diminuisce l’ispirazione di gas nocivi al posto dell’ossigeno e siamo più in contatto con i ritmi naturali e il nostro fanciullino. Sì, perché per non invecchiare occorre tornare bambini, aspirando alla plasticità e all’apertura, alla meraviglia e alla scoperta tipiche dell’infanzia anche se temperate dall’esperienza inevitabile, fatta di dolori che però devono essere affrontati e risolti, almeno sul piano dell’accettazione. Tenendo presente una cosa: un bambino non è felice per quello chef a ma per quello che è, che gli permette di porsi di fronte al mondo con libertà e senza schemi né dietrologie. Liberi di volare come Federer anzi meglio: come ognuno di noi.

Ecco alcuni accorgimenti che possono contribuire a uno stile di vita più sano e a mantenerci giovani

  1. Mantenere un atteggiamento vivo, aperto e senza giudizio, come i bambini.

  2. Consumare 5 pasti al giorno, 3 principali (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini (uno a metà mattina e uno nel pomeriggio)

  3. Introdurre pesce fresco o surgelato almeno 3 volte a settimana.

  4. Consumare quotidianamente 2 porzioni di verdura preferendo le verdure crude a quelle cotte.

  5. Camminare almeno mezz’ora al giorno e fare sport regolarmente.

  6. Fortificare i legami affettivi e mantenere viva l’intesa con il partner

  7. Dormire regolarmente cercando di andare a letto prima delle 23

  8. Viaggiare e prendersi cura del proprio aspetto esteriore e delle proprie passioni interiori

  9. Mettere a fuoco almeno una volta alla settimana il proprio programma di vita, scegliendo obiettivi, priorità e piacere

  10. Digiunare una volta alla settimana e bere molta acqua

Scritto da:Newsroom

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