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Educazione a 4 zampe

Educazione a 4 zampe

Se state pensando di regalare un cane ai vostri bambini non fatelo. Il cane non si regala, è un essere vivente, non è un pupazzo, richiede impegno: bisogna portarlo fuori, dargli da mangiare, giocare con lui, educarlo. Meglio optare per una scelta consapevole. Esistono tantissime razze e soprattutto tantissimi incroci, ognuno con le sue caratteristiche. Ecco perché la scelta non deve essere basata solo sul pedigree o sulle mode del momento che hanno portato, per esempio, a un incremento dell’acquisto di cani dalmata dopo il successo sul grande schermo del film Disney “La carica dei 101”. Per orientarsi nella scelta, bisogna conoscere le attitudini comportamentali tipiche della razza e combinarle con le esigenze della famiglia di adozione. Per aiutarci in questa scelta, da qualche tempo, è diventata molto popolare la figura dell’educatore cinofilo: chiunque abbia un cane ne conosce uno di fiducia da consigliarci e qualunque programma televisivo per famiglie ne ha uno nel suo staff pronto a snocciolare consigli last minute e alla portata di tutti.

Facciamo un po’ di chiarezza: l’educatore cinofilo non è un dog trainer. L’educatore è quella figura che aiuta proprietari e animali a conoscersi meglio e a vivere serenamente insieme, mentre l’addestratore, o più comunemente il dog trainer, è quella figura che insegna al cane a fare delle operazioni specifiche dai percorsi agility, fino alla formazione dei cani antidroga o di quelli  impiegati dalla protezione civile per trovare corpi sotto le macerie.

Chiarita questa distinzione, cerchiamo di capire perché e quando serve l’educatore cinofilo, rispondendo a sei semplici domande. 

CHI?

Sfatiamo il primo luogo comune: tutti i proprietari di cani dovrebbero andare da un educatore cinofilo, non solo chi ha problemi con il proprio animale. Anzi, bisognerebbe chiedere la consulenza dell’educatore cinofilo addirittura prima di prendere il cane proprio come si fa la patente prima di comprare la macchina. 

QUANDO?

Sempre. Prima di adottare un cane, l’educatore cinofilo ci può aiutare nella scelta consapevole e nella preparazione della casa e della famiglia all’arrivo del cucciolo; durante ci può suggerire come giocare con lui per rafforzare il rapporto cane-padrone e come correggere alcuni atteggiamenti e comportamenti strani aiutandoci nella convivenza.

In generale, l’età minima per seguire un corso di educazione vero e proprio è compresa fra i tre e i sei mesi. Tuttavia è opportuno iniziare ad abituare il cane ai comandi fin dalle prime settimane di vita, anche semplicemente giocando con lui. Premi e rimproveri sono sufficienti per far capire al cane cosa ci aspettiamo da lui, ma quando esagera una sculacciata sul sedere non può fargli che bene.

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DOVE?
L’educatore fa un primo incontro conoscitivo con il cane e i proprietari, nel loro habitat. Osserva i loro comportamenti sia in casa sia all’esterno e, sulla base delle sue analisi, propone un programma di lavoro progressivo che coinvolge sia il cane che il proprietario perché è fondamentale che l’educazione del cane venga fatta da chi poi in futuro gli darà gli ordini. Attenzione perché l’educatore non impone al proprietario come comportarsi, traccia soltanto delle linee guida. 

COSA?

L’educatore cinofilo corregge i comportamenti sbagliati ma spesso il primo errore è già stato commesso a monte prima del suo coinvolgimento. Chi sceglie un cane perché ‘piace’ senza considerare la razza, lo stile di vita che conduce, le esigenze del contesto in cui vive, non deve sorprendersi se poi non riesce a gestirlo! La buona convivenza inizia dalla scelta giusta, i gusti estetici possono intervenire solo in seconda battuta. Ecco perché il primo intervento di un educatore dovrebbe essere proprio quello della consulenza pre-adozione. 

PERCHÉ?

Così come le persone rispettare alcune regole comportamentali di base per essere accettati dalla società, così anche i cani dovrebbero, nel limite delle loro caratteristiche, adattarsi alla vita dei loro padroni. Ecco perché lo scopo di un bravo educatore cinofilo è quello di portare il cane a convivere con l’uomo, in modo da avere abitudini che non interagiscano negativamente con il mondo circostante.

COME?
Per avere un cane ubbidiente, bisogna essere un buon padrone. Per far sì che il nostro cane ci ascolti sempre, è importante essere coerenti e intransigenti: se un’azione non è ammessa deve essere sempre proibita. Se non vogliamo che il nostro cane stia sul divano, non dobbiamo permetterglielo mai. Mantenere la coerenza è fondamentale per confermare la nostra autorità. I cani sono animali sociali e gerarchici, come i loro antenati lupi: hanno bisogno di individuare un capobranco da seguire. Solo quando il cane accetta di buon grado l’autorità del padrone in quanto riconosce in lui la figura protettiva del capo branco, esegue gli ordini diligentemente perché si crea un rispetto reciproco. Ecco perché l’autorità del capobranco non deve mai essere messa in discussione, per non vanificare gli sforzi fatti fino a quel momento. Educare un cane non solo è un dovere di ogni proprietario responsabile, ma anche un’esperienza che rafforzerà moltissimo il rapporto con il nostro cane.

Scritto da:Newsroom

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