10 valide ragioni per cui essere ottimisti è meglio
Mental Health

10 valide ragioni per cui essere ottimisti è meglio

Pensare positivo e “vedere il bicchiere mezzo pieno” o mezzo vuoto è questione di prospettiva: come interpretiamo la realtà è determinante per i nostri stati d’animo, i nostri pensieri e, di riflesso, le nostre scelte e comportamenti.

C’è però una buona notizia: cambiare modo di pensare si può! Riappacificarsi con noi stessi e con gli altri, avere una visione del futuro fiduciosa e positiva non sono soltanto attitudini naturali, ma abitudini che possiamo imparare a coltivare.

Chi è ottimista tende ad avere fiducia nel futuro e nelle proprie capacità, e a interpretare le difficoltà e i fallimenti come esperienze temporanee e superabili.

Pensare positivo, insomma, aiuta. Non ci credete?

Perché pensare positivo fa bene

Le 10 valide ragioni per cui è preferibile avere un approccio positivo.

  1. Pensare positivo fa ammalare di meno − Chi riesce a vivere con un approccio positivo tende a stressarsi di meno, complice anche un sistema immunitario più efficiente. Questo accade anche perché pensare positivo porta a voler risolvere i problemi quando si presentano, compresi quelli di salute, anziché rimuginarci su e procrastinare visite e controlli di routine.
  2. Essere ottimista fa sentire più in salute − Oltre ad ammalarsi di meno e a guarire prima, chi pensa positivo percepisce e affronta in maniera più serena alcuni malanni passeggeri, come per esempio raffreddore e influenza. Non farne un dramma, insomma, è una disposizione mentale che paga.
  3. Chi è ottimista si dedica di più alla propria salute − Sembrerebbe che le persone più ottimiste si allenino di più, bevano e fumino di meno, e mangino più frutta e verdura. Questi comportamenti, uniti alle più basse probabilità che hanno di ammalarsi, instaurano un circolo virtuoso che conferma la loro buona salute.
  4. L’ottimismo contrasta le patologie cardiovascolari − Una ricerca dell’Harvard School of Public Health ha riscontrato livelli più bassi di trigliceridi nel sangue e di colesterolo in chi si mostra ottimista. Per questo, pensare positivo farebbe diminuire il rischio di sviluppare malattie al cuore che, secondo il Ministero della Salute, costituiscono la principale causa di mortalità in Italia.
  5. L’ottimismo contrasta lo stress − Uno studio della Quebec’s Concordia University ha, infatti, scoperto che le persone che mostrano un atteggiamento positivo di fronte alle difficoltà producono meno cortisolo, l’ormone che causa lo stress, riuscendo inoltre a gestirlo meglio.
  6. L’ottimismo allunga la vita − Non ci si dovrebbe stupire, allora, nello scoprire che la vita degli ottimisti durerebbe più a lungo di quella di chi tende a vedere sempre tutto nero: una ricerca dell’Università di Pittsburgh ha mostrato che in un campione ampissimo seguito per otto anni, la percentuale di decessi era maggiore in chi in vita non si era mostrato particolarmente positivo. Al contrario, le persone positive del campione tendevano a risultare più longeve, con più probabilità di superare i cento anni. Inoltre, non solo la quantità ma anche la qualità della vita trae beneficio da un approccio gioioso e aperto.
  7. Pensare positivo abbellisce le relazioni Gli ottimisti, si sa, sono contagiosi. Il loro modo di fare influenza positivamente amici, colleghi e partner, riuscendo a instaurare benessere e armonia in tutte le relazioni che intrecciano col prossimo.
  8. Pensare positivo migliora il lavoro − Le persone positive tendono spontaneamente a sentirsi realizzate e soddisfatte per quello che hanno mentre, al contrario, chi pensa negativamente ha la tendenza a lamentarsi di continuo. Questo atteggiamento degli ottimisti, che non va confuso con un passivo accontentarsi della situazione, è la chiave del loro successo. Non a caso, una ricerca della Duke University ha mostrato che chi pensa di avere buone chance di ottenere una posizione lavorativa o una promozione, alla fine riesce sempre a ottenerle.
  9. Le persone ottimiste si riprendono più velocemente dalle sconfitte −  A nessuno piace sbagliare o andare incontro a insuccessi e fallimenti, nemmeno a chi pensa positivo. Tuttavia, chi ha un atteggiamento ottimistico reagisce ai bassi della vita in maniera meno stressata e ansiosa, sapendo bene che si tratta di situazioni temporanee e che, presto, torneranno a vedere anche gli “alti”. Inoltre, saprà cogliere il buono anche da queste esperienze, facendone tesoro e utilizzandole come spinta per fare meglio in futuro. Chi pensa negativamente, invece, interpreta gli insuccessi come un’esperienza definitiva e “personale”, anziché vederla come il frutto di una serie di circostanze che si possono cambiare e migliorare.
  10. Gli ottimisti possono contare su una fitta rete di amici − Alle persone gli ottimisti piacciono più dei pessimisti, di conseguenza chi pensa positivo ha più amici e più occasioni di consolidare e ravvivare i propri rapporti. Per questo, in caso di avversità, gli ottimisti possono fare affidamento sul loro network relazionale e ricevere affetto e sostegno, riuscendo così a gestire lo stress in maniera più rapida. Se il sostegno però non arriva, chi ha una mentalità positiva non si lascia abbattere, continuando a vedere il bicchiere mezzo pieno, anche quando chi dovrebbe supportarli non si comporta a dovere.

Insomma, essere ottimisti è meglio che non esserlo. Cambiare la propria mentalità, anche se prevalentemente negativa, si può. Anche se, per crederci, bisogna già coltivare dentro di sé un briciolo di positività.

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In collaborazione con pazienti.it

Fonti:

https://www.psychologytoday.com/us/blog/click-here-happiness/201803/think-positive-11-ways-boost-positive-thinking
 
https://www.psychologytoday.com/intl/blog/click-here-happiness/202101/the-power-positivity
 
https://www.psychologytoday.com/us/blog/click-here-happiness/201909/four-simple-ways-develop-more-positive-attitude
 
https://www.psychologytoday.com/us/blog/the-science-behind-behavior/201607/4-reasons-why-optimistic-outlook-is-good-your-health

Il Gruppo AXA Italia non risponde dei contenuti degli articoli pubblicati

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