Intervista ad Alessandra D’Ippolito
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Intervista ad Alessandra D’Ippolito

#OGGIPARLIAMOCON Alessandra D’Ippolito dell’Agenzia AXA Alessandra e Cesare D’Ippolito S.a.s. di Roma per scoprire attraverso un percorso fatto di ricordi, valutazioni e progetti, la persona che si nasconde dietro alla professionista. Buona lettura.

Nome?

Alessandra D’Ippolito

Agenzia?

Alessandra e Cesare D’Ippolito S.a.s. ma tutti la conoscono come l’Agenzia Axa di Roma Flaminio.

Soci?

2 agenti e 2 soci: mio papà è l’agente storico e l’altro agente sono io, poi ci sono anche mia sorella e mia mamma che sono socie… praticamente tutta la famiglia!

Da quanti anni fai l’agente assicurativo?

Sono diventato agente nel 2007 ma lavoro in agenzia dal 2004.

Che lavoro volevi fare “da grande”?

Pur essendo una figlia d’arte, non ho mai pensato di diventare un agente assicurativo forse perché mio papà non ha mai parlato di lavoro a casa. Nella mia testa c’era tutt’altro: ho studiato recitazione perché volevo diventare un’attrice teatrale! Ho iniziato a lavorare in agenzia per puro caso: nell’inverno del 2004 mio papà si è ritrovato all’improvviso in carenza di dipendenti e io, che ero nella pausa invernale tra una sessione e l’altra dell’università, sono andata a dare una mano. All’inizio dovevo rispondere solo al telefono ma, in poco tempo, mi sono ritrovata a preparare i certificati assicurativi della mostra di Velasquez che si stava organizzando a Napoli. Dovevo restare solo un paio di settimane e invece è diventata tutta la mia vita ma, grazie ad “AXA Cuori in Azione”, non ho dovuto chiudere il mio sogno nel cassetto: qualche anno fa abbiamo organizzato degli spettacoli di beneficienza e io sono potuta tornare sul palco!

Alessandra D'Ippolito, rappresentazione teatrale

Quando hai capito che questo era il tuo mestiere?

Quando ho iniziato a stare in ufficio mi sono accorta di quanto mio padre, che era partito da zero, aveva fatto per questa agenzia. Mi trovavo in un momento di transizione dove stavo rivalutando la mia vita professionale e personale e, visto che alla fine mi ritengo una sognatrice che però tiene saldi i piedi per terra, ho capito che quella poteva essere la mia strada e ho scelto di portare avanti il suo lavoro… non me ne sono mai pentita!

Oltre a essere un agente assicurativo sei anche?

Una sub! Ho fatto il corso 10 anni fa in Sicilia con gli amici e l’ho messo nel cassetto. Quando ho incontrato il mio attuale compagno, ho scoperto che anche lui aveva la stessa passione e abbiamo rifatto il corso insieme. Oggi, dopo un viaggio in Egitto, ho scoperto di essere una “donna da acquario”: mi piace fare immersione nei posti caldi dove si fatica poco, non fa freddo e si vedono tante cose.

Cosa ti fa sentire davvero “protetto”?

I miei amici! C’è la famiglia, che è la risposta più scontata, e poi c’è la famiglia che ti scegli: io ho un gruppo di amici storici con i quali sono cresciuta e quando sto con loro mi sento protetta e mai giudicata… sono la mia comfort zone!

Qual è il rischio più grosso che hai corso?

Non saprei rispondere a questa domanda ma non perché io mi ritenga una persona morigerata, anzi! Ogni volta che devo fare qualcosa di nuovo, mi butto a capofitto con corpo, anima e mente senza pensare alle conseguenze… non mi spavento facilmente!

Il tuo più grande successo?

Come per tutti i figli d’arte, essere riuscita ad affermarmi come agente assicurativo come Alessandra e non come “la figlia di”!

Qual è il tuo superpotere nel tuo lavoro?

Dire sempre la verità! Essere sempre il più chiara possibile sia con i colleghi, ai quali dico sempre quello che penso con onestà, sia con i clienti, ai quali cerco sempre di spiegare i diversi tipi di polizze con esempi concreti senza abusare di termini assicuratesi.

Perché un cliente dovrebbe affidarsi a te?

Questa è una domanda che dovreste fare ai miei clienti! Comunque, penso che risponderebbero che continuano a scegliermi perché sono chiara, perché rispondo sempre a tutto… h24! Sono convinta infatti che il mio lavoro non sia soltanto vendere polizze: voglio essere una guida, un partner per i miei clienti.

Ci racconti quel giorno in agenzia che proprio non puoi dimenticare?

Quando è entrata una cliente con una pianta enorme per ringraziarmi per averla aiutata: e pensare che io avevo fatto solo il mio lavoro! È stata una bella soddisfazione non solo perché è stato il primo gesto che è stato fatto in agenzia per Alessandra ma anche perché in quel momento ho capito l’importanza del mio lavoro… peccato che quella cliente ignorasse il mio pollice nero!

Descrivi la tua città in 3 parole

Questa è facile: Caput Mundi, eterna e bellissima! Io sono innamorata della mia città e per questo devo ringraziare mio papà che mi ha sempre portato in giro per Roma raccontandomi la sua storia.

Hai un posto del cuore della tua zona/paese/città? Quale?

Piazza Navona perché è legata ai ricordi della mia infanzia: mi ricordo che a Natale c’erano le bancarelle con la Befana e Babbo Natale. Ho anche fatto la tesina di terza media su una delle sue fontane: sono andata personalmente a fare le foto della Fontana dei 4 fiumi e, da allora, è ufficialmente la mia piazza: la piazza della mia infanzia!

Qual è il momento più bello della giornata in agenzia?

Da un lato mi piace la pausa pranzo quando i telefoni smettono di suonare, i dipendenti vanno fuori a mangiare, e io ho il tempo di concentrarmi. Dall’altro però adoro il contatto con i clienti: sia quando sono io ad andare da loro, sia quando sono loro a venire da me in ufficio. Il confronto con i propri clienti è sicuramente il momento più bello della giornata.

Quell’oggetto di cui non puoi fare proprio a meno…

Un agente non smette di lavorare quando chiude l’agenzia, anzi! Ormai facciamo tutto con lo smartphone! Mi sono dovuta imporre di non guardare più il telefono e le email durante il weekend perché altrimenti non staccavo mai e ho scoperto che si vive bene anche senza telefono e computer.

Com’è cambiata la tua professione dall’inizio a oggi?

Io dico sempre che se mio padre all’inizio mi avesse detto che la nostra professione sarebbe cambiata così tanto in questi anni, forse avrei cambiato mestiere! Prima era tutto più semplice sia da un punto di vista normativo, sia dal punto di vista dei clienti. Oggi, grazie a internet, i clienti hanno una cultura assicurativa diversa: spesso arrivano che conoscono già la polizza quindi, da un lato è più semplice, dall’altro però sei sempre sotto esame. Ma a me piacciono le sfide e quindi questo non mi spaventa. Soffro molto di più la burocrazia!

Tra gli strumenti digitali che la tua azienda ti mette a disposizione quali sono quelli che preferisci?

I processi OTP ci hanno dato una mano in tutto. In generale, ogni strumento digitale è utile ma solo se tu lo sai sfruttare a tuo vantaggio. Se invece vivi tutto come un’imposizione non vedi i lati positivi. Gli strumenti digitali fanno ormai parte del nostro mondo: chi di noi non ha almeno un’app sul cellulare, e chi di noi non ha mai visto almeno un’app? Anche l’app è uno strumento perché, se è fatta bene, ti sgrava di alcune cose. Io consiglio sempre ai miei clienti di scaricare l’app ma questo non significa che un cliente non mi può chiamare per sapere il numero dell’assistenza… io ci sono comunque ma, se vuole essere autonomo, può trovare le informazioni che cerca anche sull’app. E poi diciamocelo: i nostri clienti del futuro sono i Millenial e quindi noi per primi dobbiamo utilizzare questi strumenti digitali per farci trovare pronti!

Quanto usi i social nella tua professione?

Ho lasciato a mia sorella, che ha 7 anni in meno di me, la gestione dei social! 7 anni sui social sono tantissimi e, in effetti, la differenza si vede! A lei piace proprio occuparsi dei social. Sulle nostre pagine condividiamo principalmente le attività legate al mondo dell’arte e della beneficienza che sono le nostre più grandi passioni!

Come vedi la tua agenzia tra 10 anni? 

Un tempo ti sapevo rispondere, oggi dopo la pandemia, ti rispondo non lo so! So solo che sarò ancora qui in mezzo ai Millenial. Come? Lo devo ancora capire!

Qual è il trend del futuro dell’assicurazione? 

Dovremo fare i conti con internet e quindi il nostro lavoro diventerà più consulenziale. Non dovremo più vendere polizze, ma spiegare polizze e aiutare i clienti a scegliere la copertura giusta per ogni loro singolo bisogno.

Che consiglio daresti a chi vuole diventare un agente assicurativo?

Solo uno: studiare! Se si conosce il prodotto, se non si punta solo alla vendita, si avranno delle soddisfazioni e sarà più semplice fidelizzare la clientela.

Se fossi un colore quale saresti?

Viola! Mi piace, nonostante nel teatro sia un colore che non si usa e nonostante sia un colore normalmente legato alla sfortuna… mi prendo il rischio di scegliere il viola!

Ascolta dalle parole di Alessandra gli highlight dell’intervista!

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Scritto da: Newsroom a

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